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Un racconto...

Ecco il racconto di Anna, che ha scelto di passare con noi un pomeriggio sospesa nel verde!


... può trasformarsi in una giornata indimenticabile di quelle che ti fanno addormentare sognante, di quelle che non vedi l'ora di raccontare ai compagni di scuola la mattina dopo, che sicuramente diventerà un pensierino o un tema. Può diventare una lezione di vita.

Ecco, la mia gita al Parco Avventura di Veglio è stata proprio una di queste domeniche un pò speciali, perchè diversa: la sveglia, una buona colazione, un pensiero alla strada da percorrere. La sera prima c'è stato un bel temporale, il sole risplende, il cielo è blu, terso. L'arrivo è emozionante perchè prima di raggiungere il parco vero e proprio si percorre un lungo ponte dal quale si gode una vista meravigliosa sulla valle, la giornata aiuta! A circa metà si scorge un piccolo gazebo bianco, è presto, ci sono poche persone, mi avvicino e i ragazzi mi chiedono subito: «vuoi saltare?!». «Wow! È molto alto... no grazie, e poi di salti ne ho già fatti parecchi, davvero!»

Proseguo la mia passeggiata e finalmente ecco "la piccola giungla": fantastico! "Sospesi nel verde" è lo slogan... ed è proprio così. Sospesi tra gli alberi a tutte le altezze, ci sono scale, scalette, ponti tibetani, reti, cavi, carrucole, insomma tutto quello che serve per percorrere della "strada" senza mai "toccare terra"! Un gruppo di bimbi mi precede, sono eccitatissimi, il loro entusiasmo è tangibile. Ad uno ad uno viene misurata l'altezza per verificare quale percorso sia il più idoneo e poi via... mentre i genitori sbrigano le formalità di iscrizione, loro sono già "all'angolo dell'imbrago", caschetto, guantini, urla, strilli. Sono fantastici! La ragazza dello staff spiega loro come funzionano i moschettoni che li assicureranno lungo tutto il percorso e questo è il momento in cui cala il religioso silenzio: le bocche sono spalancate: «wow lo sta dicendo a me, sarò io tra poco il protagonista!» Si parte, una piccola prova, e poi l'avventura comincia veramente!!! Sempre sotto gli occhi vigili delle ragazze dello staff.

Il coraggioso dice, «vado avanti io» , poi incita gli altri, dà loro i suggerimenti su come o dove è meglio mettere i piedi, si prendono in giro tra loro, richiamano continuamente l'attenzione di mamma e papà affinchè siano testimoni attivi dell'impresa. L'ultimo passaggio del percorso corona un sogno: ce l'ho fatta ! Si legge loro negli occhi la soddisfazione di essere riusciti a compiere qualcosa di cui c'è di che essere fieri. A questo punto non posso esimermi dal mettermi alla prova. Ebbene si, parto. Percorso "marrone", diciamo che è il più difficile per i bambini ed il più facile per noi... grandi. Prima scaletta, prima piattaforma, e si parte subito con una bella carrucola! Accipicchia, da la sotto non sembrava... stacco i piedi viaaaaaaaaaaaa. Fantastico! Secondo passaggio, un bella scaletta orizzontale tutta traballante, che pauraaaaaaaa, ma suvvia l'hanno fatto i bimbi prima di me. Superato anche questo ostacolo.

Il prossimo è una sorta di amaca, ma in salita... caspita che fatica. Ma il bello deve ancora arrivare: un lungo cavo da percorrere a mo' di equilibrista: non ce la posso fare... chiudo gli occhi, respiro e il piede si muove da solo. Passo dopo passo, arrivo alla piattaforma successiva. Mi guardo alle spalle: mica male! Il passaggio successivo è veramente particolare: una scaletta orizzontale, ma questa volta è sospesa da cime elastiche... sembra di camminare su un materasso ad acqua, non solo, ma si tratta di due scale staccate. VOGLIO SCENDEREEEEE ! Al primo passo sprofondo subito, man mano che avanzo questa s'impenna finchè arrivo all'ultimo scalino e devo passare alla successiva... allungo... respiro, è fatta. Pochi passi ancora all'amata piattaforma, abbraccio l'albero. Mi riposo qualche secondo per affrontare l'ultimo passaggio impegnativo e poi la carrucola finale. Bhè, è vero mi sono dilungata un po', ma ragazzi, che bella giornata!

Da rifare? Certo, e????
sempre più difficile...... c'est la vie!

 

 

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